F1, Christian Horner risponde a Toto Wolff: che attacco alla Mercedes

Botta e risposta tra Christian Horner, team principal della Red Bull Racing, e Toto Wolff della Mercedes. La questione Masi non è ancora del tutto chiusa.

La scorsa settimana Toto Wolff era tornato sugli errori di Michael Masi, dichiarando: “Non gli ho parlato e non voglio parlargli mai più. Le sue decisioni sono state sbagliate e sono sicuro che se ne pentirà. La FIA avrebbe dovuto vedere molto prima che c’era un problema. C’è stato un problema con la struttura. C’era un problema di personalità“. Parole dure di un manager ancora con il dente avvelenato. Discorsi che hanno anche stancato i fan dopo quasi tre mesi.

Mercedes (Ansa Foto)
Mercedes (Ansa Foto)

Oggi le condizioni si sarebbero dovute appianare con la nomina dei nuovi direttori di gara, ma l’atmosfera continua a rimanere tesa nonostante la rimozione del direttore australiano. La questione ruota ancora sugli errori della passata stagione di Masi che va detto ha combinato un gran numero di errori. L’ultimo ha spalancato una porta a Max Verstappen, campione del mondo della Red Bull Racing, ma nell’arco dell’intera stagione gli errori sono stati generici e hanno colpito sia la squadra teutonica che quella austriaca. Silverstone, Spa, Jeddah sono episodi lampanti di una gestione confusionaria e poco professionale.

L’epilogo di Abu Dhabi ha determinato lo scoppio di una bomba già innescata da tanto tempo. Dopo tre mesi dalla fine del campionato e della sfida mondiale tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, Toto Wolff non riesce a dimenticare il torto subito. Dall’inizio dell’era ibrida il team Mercedes aveva dominato nel circus, vincendo a ripetizione sia titoli piloti che costruttori. La squadra ha conquistato otto titoli mondiali. Un dominio che sembrava inscalfibile, grazie alla superiorità del mezzo tecnico e di un campione come l’inglese in stato di grazia. Lo scorso anno la W12 si è confermata la vettura migliore del lotto, nonostante i passi in avanti eccezionale della Red Bull Racing.

La risposta di Christian Horner al team principal della Mercedes

La vittoria del campionato 2021 di Max Verstappen ha segnato un momento di rottura dopo solo vittorie Mercedes con Hamilton e Rosberg. La Red Bull Racing è andata molto vicina a detronizzarla anche in classifica costruttori e ci riproverà nel 2022. Per tutta la stagione il testa a testa tra i due top team è stato infuocato con i due alfieri di Mercedes e Red Bull Racing ad alternarsi sul gradino più alto del podio.

Max Verstappen è stato in grado di arrivare ad Abu Dhabi con un leggero vantaggio, grazie ad un numero di vittorie superiore. Fatale per Lewis è stato l’ultimo giro del GP degli Emirati Arabi. L’epilogo è scaturito da una discutibile decisione di Masi. Quest’ultimo ha scelto per l’ingresso della SC e ha dato l’ok, una volta rimossa la vettura di Latifi, per un ultimo giro infuocato quando non tutte le auto si erano sdoppiate. O meglio lo hanno fatto solo quelle tra Hamilton e Verstappen.

La manovra di sorpasso all’interno di curva 5 all’ultima tornata è ormai storia. Max si è laureato campione ed Hamilton ha subito una beffa atroce. Le lamentele, però, Horner, team principal della Red Bull Racing, non le accetta più su Michael Masi. Come riportato da BBC Sport, il manager inglese ha tuonato: “È stato giusto licenziarlo in base alla pressione che gli è stata esercitata da una squadra rivale? Questo per me era sbagliato. Questo equivale a bullismo. È passivamente aggressivo. Michael ha commesso degli errori ed è stato frustrante, ma devi guardare al ruolo in cui era e agli strumenti che aveva a sua disposizione. Non puoi semplicemente dare la colpa a Michael. Non è giusto farlo“.

Horner ha detto che a richiamare l’attenzione di Masi via radio non è stato lui, ma il team rivale. La pressione esercitata dalla Mercedes era altissima e la Mercedes ha spinto affinché non avessero in pista una Safety Car o una Virtual Safety Car. Ciò che è accaduto dopo è una conseguenza di una situazione caotica e senza precedenti.

Ciò che è imperdonabile è il trolling, gli abusi online, le minacce di morte che lui e la sua famiglia hanno avuto. Questo non può essere assolutamente perdonato in alcun modo. Non ha nulla a che fare con lo sport. È solo un vero e proprio bullismo e non lo accetterei in alcun modo all’interno della nostra organizzazione. Ecco perché ho parlato per Michael perché sentivo che non aveva avuto alcun supporto. Non aveva avuto alcun sostegno. C’era questa campagna concertata che era incentrata in modo molto passivo-aggressivo contro di lui. Difenderò sempre qualcuno che è vittima di bullismo. Il bullismo non è accettabile“, ha concluso Horner.

Author: editor

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