il Cavallino può sognare il mondiale?

La Ferrari ha conquistato la pole position nel GP del Bahrain con Charles Leclerc. La power unit esalta anche Haas ed Alfa Romeo Racing.

Charles Leclerc ha firmato la pole position del Gran Premio del Bahrain. Il monegasco ha riportato la Ferrari davanti a tutti dopo diversi mesi, siglando la decima partenza al palo della sua carriera. Grazie ad uno strepitoso settore centrale, il giovane talento del Cavallino è riuscito a beffare la Red Bull di Max Verstappen, attardata di 123 millesimi sulla linea del traguardo.

Ferrari F1-75 (ANSA)
Ferrari F1-75 (ANSA)

Al contrario di quanto si potesse pensare, la F1-75 ha fatto la differenza proprio nel tratto misto, quello dove ha staccato il campione del mondo. La RB18 è la monoposto che ha fatto segnare le velocità di punta più elevate, con 323,2 km/h toccati da Sergio Perez. L’olandese si è fermato a 322,9, mentre le Rosse hanno toccato “solo” i 316.

Questo dato è interpretabile in due modi in chiave gara: la Red Bull potrebbe aver puntato su un assetto più scarico, cosa che potrebbe portarla a consumare maggiormente la gara, ma potrebbe anche portare un leggero vantaggio in fase di sorpasso. In casa Ferrari, prima di pensare alla corsa, è giusto festeggiare una pole position strepitosa che, come affermato da Mattia Binotto, ripaga di tutti gli sforzi fatti nell’ultimo anno e mezzo.

Il terzo posto di Carlos Sainz ha completato l’opera, ponendo le basi per una grande domenica da vivere con il fiato sospeso. Perez è apparso in crescita rispetto allo scorso anno, chiudendo ad un paio di decimi da Verstappen e a quasi quattro da Leclerc. Chi ha molto da riflettere è la Mercedes, con Lewis Hamilton quinto a sette decimi e George Russell nono.

Le velocità di punta della W13 sono a dir poco terribili, con soli 315 km/h toccati dai due piloti del team di Brackley. Ovviamente, la parola terribili dev’essere rapportata alle prestazioni nel tratto centrale: le frecce d’argento non hanno infatti recuperato il tempo perso sui rettilinei nel misto, dove le pance più strette avrebbero dovuto fare la differenza.

Ferrari, sorridono anche Haas ed Alfa Romeo Racing

La Ferrari ha prodotto una monoposto che è in grado di giocarsi la prima posizione, fornendo una power unit di altissimo livello anche alla Haas ed all’Alfa Romeo Racing. Valtteri Bottas si è piazzato in sesta posizione, subito dietro alla Mercedes di Lewis Hamilton e nettamente davanti a colui che ha preso il suo posto, vale a dire George Russell.

Subito dietro al finlandese c’è una fantastica Haas con Kevin Magnussen, che questo Gran Premio del Bahrain avrebbe dovuto guardarlo dal divano. Mick Schumacher ha pagato un errore nel tentativo decisivo del Q2, chiudendo dodicesimo, mentre Guanyu Zhou non è andato oltre il quindicesimo tempo al debutto in F1.

Il motore della Ferrari si è dimostrato eccellente, cosa che ha permesso ai tecnici della Scuderia modenese di caricare maggiormente la monoposto dal punto di vista aerodinamica, rendendola imprendibile nel settore centrale e guadagnando qualcosa in termini di risparmio gomme in vista della gara.

Nel reparto motori di Maranello, diretto da Enrico Gualtieri, si è deciso di puntare tutto su un nuovo concetto di blocco motore, più compatto, con pareti più sottili e che tuttavia offre meno vibrazioni ed è in grado di lavorare a temperature più elevate. Questo si traduce in più tempo a regimi più alti, più potenza in definitiva. Ci sono altri dettagli, come i tempi ridotti tra i cicli di esplosione, motivo per cui prende il nome di Superfast.

A tutto ciò si aggiunge il miglioramento nell’erogazione dell’energia della parte elettrica, già migliorata in parte dal GP di Turchia 1 e che ha permesso loro di raggiungere e superare la McLaren nella lotta per il podio del Mondiale Costruttori. Quest’anno è stato completato quel miglioramento della tensione, che non è tanto il guadagno di potenza, quanto il non perdere energia e avere un’erogazione o distribuzione più costante durante tutto il giro.

Author: editor

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