la GP22 sogna il titolo

La Ducati si gioca tutto nel 2022, dove la nuova Desmosedici progettata da Gigi Dall’Igna vuole vincere anche il titolo piloti.

In casa Ducati c’è grande attesa per l’avvio della nuova stagione di MotoGP, fissato per questa domenica in Qatar. La pista di Losail è terra di conquista per la casa di Borgo Panigale, che qui si è imposta per ben cinque volte. Le prime tre furono a firma di Casey Stoner, che dominò la scena dal 2007 al 2009, nel primo caso dopo un entusiasmante duello contro la Yamaha di Valentino Rossi.

Ducati (Twitter)
Ducati (Twitter)

Le ultime due le ha ottenute Andrea Dovizioso nel 2018 e nel 2019, mentre lo scorso anno è stata proprio la casa di Iwata a farla da padrone. A causa delle difficoltà negli spostamenti e per evitare troppe gare fuori dall’Europa, a Losail vennero disputate due gare a distanza di una settimana: entrambe furono appannaggio della Yamaha, prima con Maverick Vinales ed in seguito con Fabio Quartararo.

La Ducati, lo scorso anno, è riuscita a difendere il mondiale costruttori vinto l’anno prima, portando a casa anche quello a squadre. Tuttavia, è stato proprio “El Diablo” ad imporsi tra i piloti, sfruttando l’inizio lento della casa di Borgo Panigale che solo nella seconda parte di stagione riuscì a capitalizzare al massimo il potenziale della Desmosedici.

Pecco Bagnaia, come ricorderete, si è imposto in quattro delle ultime sei gare stagionali, imponendosi ad Aragon, a Misano 1, a Portimao e nel gran finale di Valencia, dove ha comandato una storica tripletta per la casa di Borgo Panigale seguito dalla Pramac di Jorge Martin e dal compagno di squadra Jack Miller.

Nel corso dei test invernali di Sepang e Mandalika, i due piloti del team ufficiale non hanno mai spiccato, tenendosi nascosti. L’unico best lap infilato da una Desmosedici è arrivato in Indonesia, nel corso del secondo giorno con la Desmosedici del Mooney VR46 Racing Team con Luca Marini.

Ducati, ecco tutte le genialate di Gigi Dall’Igna

La Ducati ha vissuto degli anni terribili dopo la partenza di Casey Stoner, che alla fine del 2010 lasciò la casa bolognese per trasferirsi alla Honda, con la quale si impose subito nel mondiale successivo. La Desmosedici restò orfana di vittorie dal GP d’Australia 2010 sino a quello d’Austria del 2016, quando fu Andrea Iannone ad interrompere il digiuno.

Nel frattempo, nel 2014 arrivò a Borgo Panigale l’ingegner Gigi Dall’Igna, che operò una vera e propria ricostruzione, riportando la Rossa al top del Motomondiale grazie a delle soluzioni tecniche inedite. In un articolo apparso su “La Gazzetta dello Sport“, sono state riportate tutte le magate del tecnico veneto, capace di rendere la Desmosedici la moto migliore del lotto.

Nel 2017, sotto il codone apparve la “salad box” , una grossa scatola nera che conteneva il mass damper, capace di ridurre le vibrazioni sulla Ducati. In seguito fu il momento degli abbassatori. Essi debuttarono sulla Pramac di Jack Miller nel Gran Premio di Thailandia del 2019, e riuscirono a migliorare nettamente la trazione rendendo più stabile la moto.

Altro punto di forza di Dall’Igna fu l’introduzione delle alette poste ai lati della carena, che fecero la loro comparsa in gara nel 2016. Tale soluzione fu bandita, per ragioni di sicurezza, nel 2017, per poi essere nuovamente ammesse dal regolamento dal 2018, a patto che venissero integrate totalmente nella carena.

Impossibile dimenticare quanto accadde dopo il GP del Qatar del 2019, vinto da Andrea Dovizioso nella lotte di Losail. Alla casa di Borgo Panigale venne infatti contestato il “cucchiaio”. Si trattava di un’appendice che comparsa nei test che era situata davanti alla ruota posteriore. Dall’Igna giustificò tale introduzione come uno strumento utile a raffreddare la gomma, ma per le altre case era chiaro che fosse sfruttata a livello aerodinamico.

Aprilia, Honda e Suzuki presentarono un reclamo contro la Rossa, il quale venne però respinto. I concorrenti furono così costretti a copiare la geniale soluzione, rivelatasi vincente. Jack Miller, nel corso del week-end di Misano dello scorso anno, aveva detto: “I nostri tecnici inventano, gli avversari ci copiano“. I fatti gli hanno dato ragione, ma ora è il momento di prendersi il tanto agognato titolo piloti dopo tanti anni.

Author: editor

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