Marquez e la Honda da Mondiale? Dall’interno una voce clamorosa

Stefan Bradl ha parlato apertamente alla rivista Speedweek.com spiegando l’anno che verrà sarà quello di Marc Marquez e della sua Honda.

Il ruolo del collaudatore è sempre molto particolare e di difficile svolgimento, infatti la possibilità di scendere in pista nel corso della stagione sono davvero poche, ma Stefan Bradl è stato chiaro nella sua analisi in avvicinamento dei test di inizio anno.

Marc Marquez (GettyImages)
Marc Marquez (GettyImages)

L’Honda ha vissuto una stagione deludente in quella passata, vedendo Fabio Quartararo e Pecco Bagnaia lottare per la prima posizione, con il nizzardo che alla fine è stato il trionfatore.

La casa giapponese ha dovuto praticamente fare a meno per tutto il biennio 2020-2021 del suo uomo di punta Marc Marquez, costretto ai box per diversi malanni fisici e uno dei suoi sostituti è stato il tedesco Stefan Bradl che lo ha sostituito in maniera abbastanza onorevole per le sue possibilità.

Il collaudatore infatti non è andato oltre un settimo posto ottenuto nel circuito portoghese di Portimao, ma è stato comunque confermato per altri due anni per la sua grande abilità e sensibilità nel notare tutti i possibili difetti della vettura.

Dopo i test di Jerez de la Frontera è stato tempo di volare verso Kuala Lumpur per completare i nuovi accorgimenti sulla Honda RC213V.

Ai microfoni di “Speedweek.com”, il pilota tedesco si è rivelato molto positivo per il nuovo anno e ha confermato che la motocicletta è assolutamente all’altezza per poter competere con le migliori e che tutti faranno il tifo per Marquez.

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Bradl infatti ha sostenuto in più occasioni che lui non ha mai pensato di soffiare il posto al campionissimo spagnolo e non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni proprio per non alimentare qualsiasi tipo di polemiche.

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Oltre alle tappe obbligatorie per i test imposti dalla Federazione, la Honda ha scelto tre diversi circuiti per poter testare la propria motocicletta, con Jerez che è già stato fonte d’ispirazione di primi dati, poi si passerà a Misano e infine Motegi.

Proprio quest’ultima è stata definita da Bradl come una pista perfetta per poter provare la nuova moto, forse perché le caratteristiche della nuova Honda riescono ad adattarsi nel migliore dei modi a questo circuito permettendo così di avere valutazioni di primo livello e di trovare già le giuste strategie per l’anno che verrà.

Bradl ha anche scherzato, sempre su Speedweek.com, sul suo collega e amico collaudatore della Ducati Michele Pirro che quest’anno ricoprirà quel ruolo per il decimo anno e inizialmente il tedesco ha creduto che fosse impossibile per lui raggiungerlo, dato che in questo momento sono cinque gli anni passati in Honda, ma dopo un rapido calcola ha realizzato che fra un lustro avrà 37 candeline e quindi ce la può fare.

Stefan ha raccontato inoltre che il collaudatore conosce perfettamente il proprio ruolo e non vuole in alcun modo creare problemi o fare la guerra alle prime guide e nel contratto prevede due wild card durante la stagione per poter gareggiare.

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Se dovesse servire sarà chiamato ancora una volta in causa come nelle ultime stagioni, ma dentro di sé si augura di non dover più sostituire il compagno e amico Marquez, sperando che alla fine sia proprio l’iberico a vincere il Mondiale.

Author: editor

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