Mercedes, Red Bull e Ferrari ora tremano

Nel 2024 è ormai certo che la Andretti Global entrerà a far parte del circus della F1, ed è molto chiaro che non voglia fare da comparsa.

Poter entrare a far parte del mondo della F1 non è assolutamente impresa semplice e di facile raggiungimento per nessuno e in particolare in questi ultimi anni sono davvero elevatissimi, ma ormai il mondo dei motori ha iniziato a diventare popolare non solo in Europa e la voglia di investire il più possibile in queste vetture ha portato sempre più nuovi imprenditori e nuove idee.

La Andretti Global è ormai pronta a sbarcare in pista nel 2024, ma sembra abbastanza chiaro a tutti che non abbia minimamente intenzione di rappresentare solamente una comparsa all’interno del Motor Sport e questo inizia a preoccupare e non poco le tre grandi Scuderie della F1.

Mario Andretti (Ansa)
Mario Andretti (Ansa)

Gli Stati Uniti si sono da pochi riscoperti anche terra di grandi appassionati di F1 e di motori, dopo che per tanti anni l’idea di entrare in questo mondo era stata spesso abbandonata per cercare fortune in altri ambiti.

I successi dettati anche dalle varie serie tv che sono state prodotte da Netflix hanno fatto sì che anche questa nazione diventasse sempre di più appassionata e voglioso di sfide ad alta velocità e per questo motivo Mario Andretti non vedeva l’ora di poter avere qualche aiuto alle sue spalle per poter creare una Scuderia di primo livello.

Il campione del mondo 1978 è assolutamente una delle grandi icone della F1 e in generale del mondo delle corse, dimostrandosi a tutti gli effetti un mito in America grazie ai suoi continui successi nelle varie gare Nascar e tutte le volte che ha potuto confrontarsi con i migliori.

Andretti è stato sicuramente l’icona dei motori negli anni ’70 e il successo con la Lotus in quell’annata è stata solamente una nuova e succulenta ciliegina sulla torta di una carriera scintillante e che ora vuole ripartire sotto altri vesti.

Insieme al figlio Michael ci sono grandissimi progetti e l’idea è quella di creare una monoposto che possa superare senza problemi lo scoglio formato dall’iscrizione, ben 200 milioni di dollari, e che soprattutto non interrompa il suo sogno di crescita con il solo ingresso nel circus.

La Andretti ha tutte le possibilità economiche per poter raggiungere il prima possibile le grandi Scuderie, formate da Mercedes, Red Bull e Ferrari e sono proprio queste tre che non sono particolarmente scaldate dall’ingresso della Scuderia americana.

Mario Andretti lancia la sfida alle grandi della F1

La possibilità di superare Scuderie così performanti e storiche all’interno della F1 è sicuramente impresa molto ardua e per nulla di facile realizzazione, ma il giornalista Will Buxton ha perfettamente spiegato come l’iscrizione per la Scuderia americana rappresenterebbero solo pochi spiccioli.

Il progetto è infatti molto serio e ben strutturato e che ha l’obbiettivo di poter rendere grande gli Stati Uniti anche nel mondo dei motori e questo sta generando grande preoccupazione tra le tre grandi della F1.

Michael Andretti ha inoltre dichiarato ai microfoni di AP News che le intenzioni della Scuderia siano estremamente serie e che per quanto li riguarda non hanno intenzione di presentarsi unicamente per poter dire di essere presenti.

È già stato annunciato che sarà la Renault a fornire il motore alla Scuderia, scelta abbastanza singolare ma che dimostra come si voglia creare una vera e propria guerra nei confronti di Mercedes, Ferrari e Red Bull, quest’ultima motorizzata Honda.

È innegabile però che il motore francese non abbia brillato negli ultimi anni per valore e qualità e non si può negare il fatto che i dubbi legati alle sue prestazioni siano decisamente tanti, ma il tempo saprà essere galantuomo.

In questo momento mancano ancora due anni prima di entrare definitivamente a far parte di questo magico mondo che è pronto a cambiare continuamente e che probabilmente avrebbe bisogno di nuovi interessanti ingressi per movimentare sempre di più le gare, rendendole così emozionanti e palpitanti grazie al possibile ritorno in pista di una leggenda assoluta che dopo aver dominato in gara vuole diventare anche un’icona assoluta per quanto riguarda la costruzione e la gestione della monoposto.

Author: editor

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