MotoGP, Franco Morbidelli non getta la spugna: parole clamorose

Il pilota della Yamaha, Franco Morbidelli, non si abbatte dopo il pessimo risultato in Qatar. Il centauro vuole tornare a lottare per le posizioni che contano.

L’undicesimo posto in Qatar avrebbe gettato chiunque nello sconforto, ma Franco Morbidelli vuole subito rialzare la china. Il primo membro dell’Academy di Valentino Rossi è pronto a stupire già a partire dal prossimo weekend in Indonesia. La pista di Mandalika potrebbe fare al caso del nuova M1 che, nei test prestagionali, ha dimostrato un ottimo passo. Le prove, naturalmente, sono molto diverse rispetto alla gara, ma l’italo brasiliano vuole tenere alto il morale.

Franco Morbidelli (Ansa Foto)
Franco Morbidelli (Ansa Foto)

Il vice campione del mondo 2020 desidera dimenticare un’annata molto difficile, condizionata dal pesante infortunio al ginocchio. Il ventisettenne ha corso nella prima parte di stagione nel team Petronas, affiancando nella sua ultima annata Valentino Rossi, per poi passare nel team ufficiale Yamaha al posto di Maverick Vinales. Il centauro italiano ha colto un solo podio, chiudendo la scorsa annata al diciassettesimo e marcando soli 47 punti. “Sto bene. L’anno scorso non avevo vie d’uscita, quest’anno invece ci sono perché sono in un team ufficiale che lavora ed è sul pezzo. Nel 2021 non avevo voce in capitolo, ero in una stanza buia. Adesso diciamo che sono in una stanza con le finestre chiuse, ma si tratta solo di trovare il modo di aprirle“, ha ammesso Franco.

Il bottino di punti è stato così basso anche a causa dell’assenza dalle pista per cinque gare nella fase centrale del campionato 2021. Durante l’inverno Franco ha lavorato duramente per superare i problemi al ginocchio. Dopo una lunga riabilitazione, il Morbido ha iniziato questa stagione al 100% sul piano fisico, ora i grattacapi provengono dalla moto. Avendo sfiorato il titolo in sella alla M1 del team satellite nel 2020, le ambizioni nella casa ufficiale di Iwata sono elevate.

MotoGP, la smania di successo di Franco Morbidelli

Il figlio d’arte di Livio deve, però, fare anche i conti con la realtà. Nel 2020 aveva un feeling spettacolare con la moto giapponese. Il 13 settembre 2020 sul circuito di Misano strappò il primo trionfo in MotoGP. Quell’anno Franco vinse anche ad Aragon e Valencia. Il suo diretto contendente, Joan Mir, si aggiudicò alla fine il mondiale per soli 13 punti di vantaggio. Nel 2021, invece, ha raggiunto una sola volta il podio, ma la sua M1 era un passo indietro rispetto ai competitor.

Come riportato da Motorsport.com Franco Morbidelli, alla vigilia della seconda tappa del campionato, ha dichiarato: “In Qatar, la Yamaha è stata la casa più in difficoltà e non c’è dubbio. Ma è presto però per dire se lo sarà per tutta la stagione. Non so come andrà qui a Mandalika, dobbiamo scendere in pista e vedere, ma sono molto fiducioso: nonostante la brutta performance di Losail, la moto mi ha dato un buon feeling e si guida bene. Questo è positivo“, ha spiegato l’italo brasiliano.

Il problema è che le squadre rivali hanno alzato l’asticella, recuperando il gap rispetto la passata stagione. Al momento la Yamaha è fanalino di coda in graduatoria costruttori, con i soli sette punti conquistati dal campione del mondo Fabio Quartararo in Qatar. La M1 non era all’altezza dei competitor in gara e la differenza è risultata evidente sul piano tecnico.

So che i ragazzi a casa hanno lavorato e stanno ancora lavorando tantissimo per capire bene cosa sia successo in Qatar e per migliorare il nostro pacchetto in generale. Questo mi tiene tranquillo e mi permette di essere concentrato a fare il mio lavoro al massimo possibile. Sappiamo che in alcune condizioni possiamo essere molto competitivi, perché comunque venerdì in Qatar lo siamo stati. Ma credo che lo siamo stati anche sabato, esclusa la qualifica. Purtroppo siamo mancati proprio nei momenti importanti del weekend, la gara e la qualifica, e questo è stato il peccato del Qatar. Ora possiamo solo continuare a lavorare e vedere dove riusciremo ad arrivare“, ha concluso il centauro della Yamaha.

Author: editor

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